The Drums – “Portamento”

The Drums – “Portamento” (2011, Moshi Moshi/Island)

Portamento“: una parola che in campo musicale – soprattutto nel canto – sta ad indicare il «passaggio da una nota a un’altra facendo sentire (…), tutti i suoni compresi nell’intervallo esistente fra le due note».

Lasciando perdere la definizione che dà il Devoto-Oli, il titolo del nuovo album dei The Drums prodotto dalla Moshi Moshi Records e uscito il 2 settembre 2011, lascia intendere che nella indieband originaria di Brooklyn un “passaggio” e/o un cambiamento – sia di sonorità, sia di line up – c’è comunque stato.

Jonathan Pierce è sempre il leader del gruppo ma il chitarrista Adam Kessler, a 14 mesi dal loro debutto e in fase di produzione di questo EP ha abbandonato la band e sembra sia andato a vivere in campagna (un po’ come Toto Cotugno a Sanremo nel ’95 🙂 ).

Ma agli indie di Sanremo non frega un accidenti: ergo continuiamo con la recensione!

Kessler è stato dunque sostituito da Connor Hanwick, già batterista della band che ora, oltre a suonare la chitarra, si occuperà anche della drum machine; Jacob Graham, invece, dalla chitarra e dal basso è passato a suonare i synth. I nuovi acquisti sono Myles Matheny (ex chitarrista dei Violens, più basso e cori) e Danny Lee Allen alla batteria (che però – sembra – suoni solo nei live).

I The Drums, però, in quest’album non vogliono discostarsi del tutto dall’impronta surf-pop che li ha resi celebri con Let’s go Surfing (che in molti di voi la ricorderanno come la canzone dello spot Peugeot 3008 crossover) : il primo singolo tratto dal secondo album infatti è stato Money, anche se dall’ «Oh, mama. I wanna go surfing/Oh, mama. I don’t care about nothing» siamo passati a «I want to buy you something/but I don’t have any money». E in Money la voce di Pierce sembra ricordare quella di Morrisey. In tutto l’album Portamentotroviamo infatti l’atmosfera e le sonorità new wave: il pezzo di apertura Book of Revelations sembra scritto e cantato da Morrisey e suonato dai Joy Division di Ian Curtis, così come If He Likes It Let Him Do It e I Don’t Know How To Love.
Nella seconda traccia – Days gli strumenti accompagnano molto bene una voce malinconica ma delicata e bella allo stesso tempo; What You Were, la terza canzone, ha un ottimo giro di basso e un ritmo di batteria molto incalzante, seguiti dalla voce e dagli assoli di chitarra.
Per quanto riguarda le sperimentazioni elettroniche da segnalare sono Hard to Love – che ricorda un po’ le sonorità dei New Order – e Searching For Heaven. Con quest’ultima i The Drums hanno voluto improvvisare e rischiare: forse potrebbe essere un trampolino di lancio per il futuro, qualora la band non voglia nuovamente scopiazzare la new-wave anni ’80 ma creare qualcosa di nuovo.

Dopo l’abbandono di Kessler, infatti, la band di Brooklyn sembra voler cercare e ricercare continuamente una propria maturazione attraverso testi più raffinati, accompagnati da coretti di contorno e, soprattutto, da sonorità più elettroniche: con “Portamentol’ostacolo del secondo album i The Drums sembrano averlo ben superato. E ora…via col terzo?!? Speriamo.

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