ORDINE DEL GIORNO – La Metropolitana a Paderno Dugnano, un segno buono per la città.

p style=”text-align: right;”>Al Presidente del Consiglio
Umberto Torraca

Al Sindaco
Marco Alparone

All’Assessore alle Infrastrutture
Andrea Tonello

Ai capigruppo consigliari

ORDINE DEL GIORNO

Oggetto: La Metropolitana a Paderno Dugnano, un segno buono per la città.

Quando il Comune di Milano ha emesso il suo nuovo PUMS (Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile) grande era in tutti in noi il desiderio di trovare compiuto il sogno di vedere la nostra città inserita nel progetto di sviluppo e ampliamento della rete della Metropolitana e della Linea MM3 in particolare.
Abbiamo invece dovuto constatare che, per quanto concerne Paderno Dugnano, nel PUMS sono presenti solo le due tranvie Milano-Limbiate e Milano-Desio-Seregno, indicate come linee T. L’intenzione di trasformarle in metrotranvie, rendendole più veloci e complementari alla rete delle metropolitane è sicuramente appezzabile, ma rivolge lo sguardo nel breve periodo anziché guardare davvero al futuro.

Cerchiamo allora di ripercorrere insieme quelli che erano stati i passaggi istituzionali che avevano guidato le nostre lecite aspettative:

– l’accordo tra Regione Lombardia, Provincia di Milano, Provincia di Monza e della Brianza, Comuni di Milano, Cormano, Paderno Dugnano, Senago, Varedo, Limbiate per la realizzazione della metrotranvia Milano Comasina- Limbiate Ospedale del 3 agosto 2012, in cui il Comune di Milano si impegna ad affidare uno studio di fattibilità relativo al prolungamento della Linea MM3 dall’attuale capolinea Comasina a Paderno Dugnano;

– il PTCP della provincia di Milano che prevede il prolungamento della MM3 fino a Paderno Dugnano;

– la mozione 186 approvata il 1 aprile 2014 dal Consiglio regionale lombardo che invita il Presidente e la Giunta regionale a inserire all’interno del programma della mobilità e dei trasporti un capitolo specifico per la mobilità dell’ area metropolitana milanese . In tale mozione vengono citate, a titolo esemplificativo, alcune opere prioritarie, tra cui il prolungamento della Linea MM3 da Comasina a Paderno Dugnano.

È difficile allora capire quali possano essere state le valutazioni che abbiano portato a questa scelta.
Noi certamente sappiamo quali sono le nostre ragioni per chiedere che questa scelta venga rivista.
Il nostro tentativo sarà quello di guardarle, anche se solo brevemente, da un duplice punto di vista, quello che da Paderno Dugnano guarda a Milano e quello che dalla grande città guarda al suo territorio esteso nella logica della Città Metropolitana.

Il collegamento integrato con le linee della metropolitana sarebbe sicuramente per tutti i nostri concittadini un passo decisivo per vivere le opportunità e le risorse della Città Metropolitana. E questo potrebbe declinarli in diversi ambiti: lavoro certamente, ma perché no anche cultura, servizi e tempo libero.
L’eventuale presenza di una stazione della metropolitana su Paderno Dugnano sarebbe una straordinaria opportunità anche per quella parte della città naturalmente destinata allo scopo, il Villaggio Ambrosiano.
Quello che gli anglosassoni chiamano “brownfield”, il terreno industriale dismesso presente su quel territorio, sarebbe un luogo ideale per il deposito dei treni in qualità di nuovo capolinea della Linea M3.
Sicuramente però quei treni potrebbero portare al Villaggio interesse e sviluppo dando spazio nella logica propria delle aree industriali dismesse a microimprese, start UP e progetti di innovazione proprio lì dove, lo sappiamo tutti, il tema della convivenza sociale è più forte.
(Vedasi a questo riguardo la narrativa disponibile sul progetto G124 del Senatore a vita Renzo Piano dedicato proprio alla rigenerazione delle periferie).

Guardando invece la situazione dalla prospettiva della centro della grande città far arrivare la metropolitana a Paderno Dugnano, comune ultimo della Città Metropolitana nel suo versante Nord, vorrebbe dire dare piena copertura del territorio.
Del tutto indicativa è a questo riguardo l’immagine proprio del PUMS del comune di Milano:
IMMAGINE
Agevolare la possibilità di raggiungere le diverse parti della città senza ricorrere all’auto vorrebbe dire naturalmente alleggerire il flusso di veicoli da e verso il centro, in particolare lungo la superstrada Milano-Meda a partire dal quartiere Villaggio Ambrosiano fino a Piazzale Maciachini.
Si creerebbero inoltre le condizioni per consentire un pieno sviluppo del territorio attraendo investimenti in un’area strategica anche in virtù della sua vicinanza con la nuova Fiera e con il maggiore aeroporto della Regione.

Non possiamo poi dimenticare che oggi la nostra città ha in grembo uno dei più grandi progetti presenti nell’area della Città Metropolitana, quella Rho-Monza da tutti non voluta e con strumenti diversi combattuta.
E allora, visto che il nostro territorio ha dovuto subire questa grande opera, la domanda è perché non provare a farla diventare una risorsa, ragionando in una logica di sistema del trasporto che metta Paderno Dugnano al centro di uno snodo cruciale del Nord Milano.
Sarebbe dunque necessario investire non solo per rendere la città un importante polo stradale, ma soprattutto per renderla un moderno avamposto del trasporto integrato da e verso l’area metropolitana.
Ruota quindi, ma anche e soprattutto rotaia, con la Metropolitana M3 oltre alla Metrotranvia e, perché no, anche mobilità lenta e car sharing integrati con la Città Metropolitana.
E strettamente legato a ciò anche la revisione dell’attuale sistema tariffario del trasporto pubblico locale, con l’ottica di garantire, a tutti i cittadini della Città Metropolitana e al relativo bacino di mobilità, l’estensione delle facilitazioni e dei servizi di mobilità alternativa.
Una perfetta sintesi per un Piano Urbano della Mobilità Sostenibile che guardi realmente al futuro.

Con questo documento quindi chiediamo

al Sindaco e alla Giunta

di impegnarsi a:

– chiedere formalmente al comune di Milano di rivedere le proprie scelte all’interno del PUMS introducendo il prolungamento della Linea MM3 fino a Paderno Dugnano e rispettare l’accordo del 2012 affidando lo studio di fattibilità di tale prolungamento;

– chiedere a Regione Lombardia e Città Metropolitana di Milano (in quanto erede della provincia di Milano) di mettere in atto azioni concrete di attuazione dei documenti programmatori sopra citati.

– promuovere un accordo quadro tra i Comuni della Città Metropolitana di Milano e Regione Lombardia che abbia, come obiettivi, i medesimi della “Lettera di intenti sulle politiche e la governance del trasporto pubblico di area metropolitana”, già siglata il 23 aprile u.s. da 6 Sindaci dei Comuni del Nord Milano, dall’assessore alla mobilità del Comune di Milano e dalla delegata alla Viabilità e Mobilità della Città Metropolitana, ovvero: integrazione tariffaria di tutti i mezzi di trasporto (biglietto unico), estensione a tutta la Città Metropolitana delle facilitazioni per studenti e lavoratori, sperimentazione di tagliandi di viaggio innovativi (biglietti modificabili in corsa o tessere a scalare), adozione di un’area più omogenea, studio dell’estensione dei servizi di mobilità alternativa (car sharing e bike sharing), a tutta la Città Metropolitana.

Il giuramento degli amministratori ateniesi era quello di restituire Atene migliore di come l’avessero loro consegnata. Noi oggi sappiamo che migliorare può talvolta richiedere processi e tempi lunghi, ma in qualità di amministratori siamo chiamati a guardare più lontano e provare ad avere qualche visione di futuro.

Abbiamo ancora in mente lo sguardo ammirato di tanti bambini, l’anno scorso, visitando il museo istituito per i 50 anni del Linea M1 che proprio nel 1964 veniva inaugurata e metteva Milano al passo con le grandi città europee. I loro bisnonni avevano pensato e creato qualcosa che oggi ha cambiato la loro vita e del territorio.

Ecco, noi oggi dobbiamo fare la nostra parte per guadagnarci lo sguardo ammirato dei bambini di domani.

Paderno Dugnano, 15 Giugno ’15

Per i rispettivi gruppi consiliari
Simone Mornati
Nicola Turano
Fabrizio Riboldi
Mario Mosconi
Efrem Maestri

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Il sabato dei coraggiosi

Alcuni giovani padernesi e alcuni cittadini “temerari” sabato 10 novembre sono venuti a trovarci sotto il gazebo in Piazza della Resistenza, nonostante avessimo dato avviso sui blog e sui social network che la ciclofficina prevista alle 15:00 sarebbe saltata causa maltempo.

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Come già fatto in precedenza, noi Giovani Democratici di Paderno Dugnano abbiamo chiesto ai cittadini “la loro” sulla mobilità sostenibile, in particolar modo sui mezzi pubblici, sulla viabilità e la ciclo-viabilità padernese: tutti sono stati concordi – come in occasione della Fera de Dugnan – nel dire che la nostra Città è dotata di un buon sistema di piste ciclabili (anche se bisognerebbe valutarne l’ampliamento) che necessiterebbero di maggiore manutenzione e interconnessione.

Riportiamo qui di seguito gli interventi più significativi.

Alcuni ragazzi padernesi ci han detto che su Trenord e sui pullman che portano gli studenti agli istituti superiori “Levi” ed “Erasmo” di Bollate si viaggia in «condizioni disumane: basterebbe aumentare le carrozze e/o le corse dei pullman». Infine alcuni ragazzi del “Levi” ci hanno ringraziato per il comunicato stampa a sostegno della loro protesta del 22 ottobre u.s.

Un ragazzo palazzolese ci ha parlato invece «dell’assurda viabilità palazzolese: via Monte Sabotino, arteria centrale della frazione, si rivela anche essere la strada più pericolosa. I camion transitano a qualsiasi ora del giorno, le auto sfrecciano a velocità folli e il traffico – chiaramente nelle vie centrali -diventa insostenibile. Dov’è finito il progetto di pista ciclabile – datato 2003 – per questa benedetta/maledetta via?».

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La stazione FNM di Palazzolo Milanese necessita maggiormente – secondo il giovane palazzolese – «di più rastrelliere per le biciclette, alcune delle quali non fissate al suolo. Il piazzale della stazione è un altro punto dolente: i suoi parcheggi sono interamente occupati dai pendolari: chi vuole recarsi in centro è costretto a lasciare l’auto sul piazzale del mercato, dopo il sottopasso. Quest’ultimo ritengo sia una grande opera che permette di defluire il traffico d’auto dalle vie centrali del quartiere migliorandone la vivibilità. Il sottopasso però è ancora poco utilizzato perché si fa ancora in modo che le auto passino per il passaggio a livello provocando inutili code, traffico e inquinamento».

Per il ragazzo palazzolese il sottopasso «non è un “male”, come ritengono invece alcuni palazzolesi e alcuni commercianti i quali dicono che, così facendo, si sia cambiata in negativo la mobilità del quartiere».

Il giovane palazzolese ha poi concluso avanzando la proposta di «istituire sabati o domeniche con isole pedonali nei centri delle frazioni, per dare sollievo ai pedoni e per incentivare/far ripartire il commercio di vicinato».

Un altro ragazzo, questa volta dugnanese, ha sollevato una questione impegnativa quale «la necessità di una pista ciclabile sicura, ben tenuta e illuminata, parallela all’asse della Comasina. Effettivamente, grazie all’allungamento della linea gialla con le fermate Affori FN e Comasina, la possibilità per i padernesi di raggiungere Milano agilmente in metro è diventata quasi reale, anche grazie al ripristino della Metrotranvia Milano-Limbiate».

Il giovane dugnanese ha concluso affermando che «i parcheggi scarseggiano ad Affori e a Comasina – i lavori dovrebbero partire ad inizio gennaio – e arrivarci in bici è, allo stato attuale, alquanto sconsigliabile: perché non lavorare ad un progetto sovracomunale per una pista ciclabile che colleghi Paderno Dugnano alla stazione M3 Comasina?».

Ecco i coraggiosi!
Ecco i coraggiosi!

Come GD, nonostante il tempo sia stato davvero scoraggiante, siamo contenti dell’ottimo risultato: continueremo attraverso l’ascolto dei cittadini e con le nostre proposte a parlare di sostenibilità, ambiente e mobilità.

Per quanto riguarda la Ciclofficina, vi diamo già appuntamento per la Fiera di Primavera.

Nicoletta Saita, Laura Zanca, Matteo De Mitri, Efrem Maestri

Giovani Democratici Paderno Dugnano

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