Sull’attentato contro il comando della Polizia Locale

bombaEsattamente è trascorsa una settimana dall’atto intimidatorio contro il comando padernese della Polizia Locale: nella notte di martedì 24 settembre attorno alle 3.30 due uomini hanno lanciato due molotov contro la sede di via Buozzi.

Fortunatamente non si è fatto male nessuno; agli agenti della Locale va la mia più totale solidarietà.

Appena saputo del fattaccio tramite i social network ho immediatamente retwittato e pubblicato su Facebook l’articolo de “Il Notiziario” riportante la tragica notizia: quanto mai l’avessi fatto perché, per dirla con il monologo finale di Blade Runner, «ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi».

Il bello è che non ero né al largo dei bastioni di Orione, né vicino alle porte di Tannhäuser: ero semplicemente su internet.

Sotto il mio post su Facebook (su Twitter fortunatamente non ha commentato nessuno) ho visto commenti tra i più “variegati”: da coloro che hanno condannato – giustamente – il gesto, a coloro che hanno condannato il gesto ma la Polizia Locale «ha rotto le scatole»; da coloro che ritenevano il gesto “comprensibile” perché «effettivamente la Locale ha rotto un po’ le scatole», a quelli che condividevano il gesto perché alla Locale «le sta bene perché con le multe fregano solo i soldi alle persone che lavorano» (come se gli agenti non lavorassero).

Per non parlare di chi avallava il gesto a suon di «ACAB» (acronimo che sta per All Cops Are Bastard ) o «sbirri di emme». Infine il degenero con «facciamo la rivoluzione», «facciamo il mazzo anche ai politici» e, come se non bastasse altro, il botta e risposta tra le varie posizioni a suon di «sei una testa di copertone».

Ovviamente non hanno utilizzato un linguaggio “abbastanza forbito” per avallare le loro posizioni: anche se l’ho “livellato” penso renda l’idea.

Ho lasciato scrivere sotto il post per un giorno, anche se potevo cancellare immediatamente tutti i commenti: non ho optato per quest’ultima scelta perché mi reputo democratico e perché rispetto le idee altrui.

Alla fine, stanco di vedere “l’indecenza”, ho scritto un commento duro in quanto la decenza credo abbia un limite e altresì credo si possano esprimere concetti senza dare della testa di copertone a chi la pensa diversamente da te.

Nel merito di una questione un individuo può dissentire: costui lo si può reputare Uomo (con la U maiuscola), ergo dotato di raziocinio, dal metodo che usa per far valere la sua causa e le sue ragioni.
In questo caso i due individui che hanno lanciato la molotov contro il comando della Locale non li posso reputare uomini ma li reputo bestie.

Sul fatto successo il 24 settembre credo non si possano fare ironie né tanto meno sottovalutazioni.

Poche settimane fa, sempre a Paderno Dugnano, la storica pasticceria Cislaghi ha subito una rapina a mano armata da parte di tre banditi a volto coperto ed è partito un colpo di pistola; ben due volte hanno rapinato la farmacia del Sindaco Alparone e una volta quella di Calderara; so di molti negozianti del mio quartiere e di altri negozianti di altri quartieri rapinati (ad esempio Original Marines lo scorso luglio).

So anche di cittadini – facendo il Consigliere di Quartiere vengono a lamentarsi, giustamente – a cui hanno svaligiato la casa, rotto il finestrino della macchina; so anche di ragazzi ventenni addirittura rapinati con coltelli puntati alla gola mentre erano in giro a piedi.

Potrei andare avanti ma mi fermo alla “ciliegina sulla torta”, ai due attentati in 19 mesi al comando della Polizia locale di Paderno Dugnano: un gesto che condanno totalmente e che dal mio punto di vista non può avere giustificazione alcuna. Per non parlare – altra ciliegina – del summit della ‘ndrangheta al “Centro Falcone Borsellino” nel 2010.

Tutto ciò che ho elencato poc’anzi e tutti i commenti che ho visto su Facebook mi hanno fatto pensare a molte cose: al perché di questa escalation criminosa; se Paderno Dugnano è ancora una città sicura; a qual è veramente la situazione reale padernese al perché di quest’odio mai visto finora contro la Polizia Locale; se tutto questo – violenza fisica e verbale – è dovuto all’incremento della povertà o a qualcosa d’altro.

Qui, che piaccia o no, deve entrare in gioco la Politica.

Tanti ormai sono stanchi di sentire quella parola perché “casta”, perché anziché servire il cittadino “si serve del cittadino”, perché “inadempiente” ecc…

Credo nella Politica, con la P maiuscola e non politica con la p minuscola: non credo nel chi dice «tutti a casa».
Anche nel ’92 sono stati fatti mandati a casa la Prima Repubblica e un sistema politico non tanto trasparente: in cambio cosa abbiamo ottenuto? Lascio a voi la risposta.

La Politica, che piaccia o non piaccia, è il sale della democrazia e il suo fine è e deve essere il bene comune: perché la volontà di cambiare le realtà oggettive assieme ai cittadini nasce dalla consapevolezza che oltre al proprio “ego” esiste il “molti”, che è appunto alla radice etimologica del termine Politica (Politia, Polis, Polus)

La Politica padernese, in primis chi amministra, ora deve dare risposte concrete: non con la repressione, non calcando il pugno, non con la politica autoreferenziale dell’ “ego” che parla “ai” cittadini.

Forse – senza forse – è ora di fare Politica del “noi” che parla, sta ed opera “con” i cittadini.

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