Il mio discorso in occasione della celebrazione del 4 Novembre

Foto Simone Carcano
Foto: Simone Carcano

 

Cassina Amata di Paderno Dugnano,
domenica 9 novembre 2014

Autorità politiche, civili, militari e religiose,

Associazioni combattentistiche,

Cittadine e cittadini di Paderno Dugnano,

siamo qui riuniti oggi per celebrare il novantaseiesimo anniversario della fine della prima Guerra Mondiale.

Questa giornata, dedicata alle Forze Armate della Repubblica, non deve essere un semplice rito formale, bensì deve essere una giornata per ricordare la compiuta Unità Nazionale.

Il mio primo sentimento, al quale invito tutti i qui presenti ad associarsi, è rivolto a quegli italiani che sotto le armi combatterono duramente, anche a costo della propria vita, per conseguire quegli ideali che oggi, molto spesso, dimentichiamo o diamo per scontati: la libertà e l’indipendenza.

Abbiamo il dovere di ricordare e ringraziare quelle centinaia di migliaia di soldati – dai ragazzi del ’99 ai caduti della Resistenza – che sacrificarono nel corso della storia del secolo scorso la propria vita per permetterci di vivere in una Repubblica libera, democratica, solidale e di pace.

Il 4 novembre deve essere il valore di un autentico impegno civile in quanto, come ci ricorda l’art. 52 della Costituzione, “La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino”.
E sempre la nostra amata Carta Costituzionale, in modo particolare all’art. 11, dà un messaggio forte e chiaro: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali “.
Non si può ai giorni nostri immaginare come strumento di risoluzione delle controversie internazionali la guerra: dobbiamo disegnare tutti insieme uno scenario rivolto a creare condizioni sempre più favorevoli al negoziato ed alla pacifica convivenza tra i popoli.

La scelta di celebrare oggi sia il Giorno dell’Unità Nazionale, sia la Giornata delle Forze Armate, non è del tutto casuale: la Grande Guerra per la prima volta mise in comune soldati provenienti da regioni diverse, talvolta senza un’unità linguistica per poter comunicare tra loro; avvicinò giovani sul campo di battaglia rendendoli finalmente “fratelli d’Italia” anche, purtroppo, mediante il sangue versato dai loro coscritti caduti.

Il 4 novembre è una celebrazione a me cara: nella mia famiglia posso annoverare 3 Cavalieri dell’Ordine di Vittorio Veneto. Uno di questi tre, molti di voi amatesi hanno avuto la fortuna di conoscerlo, cosa che purtroppo io non ho avuto: era mio nonno e si chiamava Piero Maestri, per tutti voi “el sciur Piero sacrista”. Per lui il 4 novembre 1918, a differenza di tanti suoi coetanei, non finirono i combattimenti: il suo battaglione era impegnato in Albania dove allora nacque il Protettorato italiano. Tornò a casa solo alla fine del 1919, un anno dopo.

4nov_monumentocassinaUn po’ di amarezza la nutro in occasione di queste celebrazioni a me care in quanto denoto che il ricordo di ciò che è stato sta divenendo, col passare degli anni, sempre più sbiadito: forse è dovuto al fatto che i reduci e i combattenti della Prima e della Seconda Guerra mondiale, rispettivamente o non sono più tra noi o sono rimasti in pochi; forse è dovuto al fatto che il 4 novembre, dal 1977, è divenuta “festa mobile”; forse è colpa di alcuni comportamenti della politica che tengono lontani i cittadini anche da momenti istituzionali importanti come questo.

Una ricorrenza come quella di oggi dovrebbe essere invece occasione di riflessione e di confronto; il nostro passato è quello strumento che ci permette meglio di comprendere il significato del presente, che rinvigorisce il nostro ruolo di giovani, di adulti, di educatori, di responsabili politici, civili, militari e religiosi che guardano ad un futuro migliore.
Continuiamo a mantenere viva la memoria di quegli eventi cercando di riempire di nuovi significati le cerimonie ad essi legati, rendendole sempre attuali, in linea con i segni dei tempi, affinché le nuove generazioni possano riconoscersi in esse.

Nulla si fa cancellando il passato! Nulla si costruisce abbattendo i valori della nostra società!
Dalle famiglie all’amor patrio, dal lavoro alla legalità, dalla solidarietà alla partecipazione, dal senso civico al senso di appartenenza alla propria comunità.

E a proposito di appartenenza abituiamoci ad amare il nostro tricolore e ad esporlo alla finestra in occasione di celebrazioni come quella di oggi, e non solamente quando ci sono i mondiali di calcio. La bandiera italiana è simbolo di pace e libertà per la quale tanti italiani sono morti.

Infine vorrei rivolgere due messaggi di ringraziamento: il primo alle associazioni combattentistiche qui presenti. Grazie per aver sofferto, lavorato e combattuto per noi. Sarebbe interessante ed educativo, soprattutto per i più giovani, ascoltare dai racconti dei più anziani com’era la vita molti anni fa, di come si soffriva per la fame e per la guerra.
Il secondo alle Forze Armate e di polizia presenti sul nostro territorio. Grazie per il vostro impegno quotidiano a favore della collettività, per il vostro esempio di legalità e di lealtà, per essere i garanti della nostra sicurezza e della difesa della pace.

Viva Paderno Dugnano! Viva le Forze Armate! Viva l’Italia unita, libera, redenta e democratica!

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