«Ciao Piero, ci vediamo»

 Paderno Dugnano, 20 agosto 2013

pietro_boggia

«Ciao Piero, ci vediamo»: quante volte te lo dico all’uscita della sezione di via Magretti e di via Gramsci, ai gazebo, fuori dall’Aula Consiliare, in giro per Paderno o per Palazzolo.

«Ciao Piero, ci vediamo», anzi, è da tanto che non ci vediamo, dal 18 marzo 2013, quando in Consiglio Comunale hai dato le dimissioni da consigliere a seguito della tua malattia, permettendo ad una nuova leva di fare esperienza.

Piero, mi è venuto un magone quando ti ho visto salire le scale con difficoltà e subito sono venuto da te ad abbracciarti chiedendoti se volevi una mano, un aiuto.

Tu mi hai risposto con un sorriso e con la tua solita ironia dicendomi «grazie Efrem, devo farcela da solo: guarda che non sono conciato male come te».

Piero mi spiacciono tre cose: la prima è quella di non averti fatto vedere la patente che ho preso un mese fa, a luglio (quanto volte mi hai detto di farla per il mio bene); la seconda di non essere stato un tuo studente, perché tutti i miei coetanei che andavano alle Gramsci parlano spesso di te, portandoti sul palmo della mano, dicendo che «il Boggia, il prof. di musica, è un grande».

Prima di conoscerti mi chiedevo cosa avesse di speciale questo prof. Boggia. L’ho capito la prima volta che ti ho incontrato nel marzo 2004, durante la campagna elettorale: mi ricordo una lunga e vivace discussione fino a tarda sera, con Saita, Casati e il povero Valadè, fuori da via Roma 10. Sei rimasto stupito dalla mia età e mi hai detto di coinvolgere i miei coetanei a credere e interessarsi alla politica, portando migliorie e idee fresche, in quanto noi giovani siamo il futuro di questo paese.
Mi sa tanto che la sezione dei Giovani Democratici la intitoleremo a te, ma so che a te non piace apparire perché sei umile.

Parlare con te di Paderno Dugnano, di politica, di musica, dei tuoi ragazzi delle Gramsci è bello: pur restando fermamente convinto delle tue idee sei rispettoso di quelle altrui.

La terza cosa che mi dispiace Piero, è che anche oggi riesco ad essere prolisso: ti immagino qui di fronte a me con le dita mentre mi fai il segno di tagliare.

E allora taglio, perché di fronte alla “bestia nera” che hai affrontato da guerriero fino all’ultimo e che pian piano ti abbatteva, di fronte alla “bestia nera” che per noi qui presenti è difficile da capire, le parole servono a poco: serve solo il silenzio e – per chi crede – la preghiera; serve stare vicino ai tuoi cari – a Laura, all’Ale, a Vincenzo – sia fisicamente, sia con il semplice pensiero e/o con la preghiera.

Volevo solo dirti un immenso grazie: per la tua affabilità, per i tuoi consigli, per il tuo saper ascoltare, per il tuo esempio che trasmetti insegnando ai tuoi ragazzi non solo la musica, ma anche valori importanti quali la legalità, i diritti umani, i diritti delle donne, la solidarietà, la cultura europeista e della pace.

Un immenso grazie per il tuo servizio alla e per la Comunità padernese svolto in modo gratuito, esemplare ed eccelso.

Non riesco a pensare al passato, parlo al presente: sono ancora incredulo di quanto è successo.

Mi viene in mente la frase dello storico presidente dell’Ana – Associazione Nazionale Alpini – Leonardo Caprioli, scomparso un mese fa, «ricordiamo i morti aiutando i vivi»: finché noi porteremo vivo il ricordo di Piero e di quello che ci ha trasmesso con la sua cultura, le sue idee, la sua grinta e il suo entusiasmo fino alla fine, lui vivrà sempre dentro i nostri pensieri, dentro il nostro cuore e in ogni cosa che facciamo per il bene della nostra Comunità.

Nessuno muore completamente: qualcosa di lui rimane sempre, vivo, dentro di noi.

Piero oggi è qui con noi: in forma diversa, una forma che noi non capiamo e non vediamo, ma c’è anche lui.

Kahlil Gibran diceva che «un funerale per gli uomini è forse una festa di nozze per gli angeli»: io toglierei il forse.

Sono sicuro che l’amico e compagno Piero, da qualche parte lassù, stia già dirigendo l’orchestra degli angeli e suonando l’armonica.

Ciao Piero, ci vediamo! Da lassù veglia su tutti noi e salutaci le stelle!

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