Giù quattro pioppi e otto robinie. Maestri chiede il conto dei tagli

da “il Notiziario”, ed. 24 luglio 2015, p. 52

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Per vedere il video della discussione sulla mia interrogazione nella seduta consiliare clicca qui

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Maestri nominato Garante della Federazione Provinciale GD Milano

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Il regolamento, questo sconosciuto

COMUNICATO STAMPA GRUPPO CONSILIARE PARTITO DEMOCRATICO

 

L’applicazione del Regolamento e dello Statuto Comunale per il centro-destra padernese è del tutto opinabile. Da un anno a oggi, molti i casi verificatisi in cui il Presidente del Consiglio Comunale Umberto Torraca (Forza Italia) – che nelle sue funzioni dovrebbe essere superpartes – interpreta a suo piacimento le norme comunali mettendo a tacere, in certe circostanze, le opposizioni. Elenchiamo di seguito alcuni fatti.

L’interpellanza mai discussa

Il 26 febbraio 2015 la consigliera PD, Daniela Caputo, ha presentato un’interpellanza in merito al Rapporto sulla legalità e sicurezza della città, atto disposto per la seduta consiliare del 27 aprile 2015.

Per motivi di salute la consigliera Caputo non ha potuto presenziare in aula e, come da Regolamento, la sua interpellanza si è intesa ritirata.

Successivamente, il 19 maggio 2015, Caputo ha presentato nuovamente un’interpellanza per poter discutere in merito alla tematica cui sopra, ma il Presidente non ha accolto l’atto. Secondo Torraca nelle premesse e nelle domande rivolte al Sindaco l’interpellanza non si differenziava rispetto a quella precedentemente presentata il 26 febbraio e quindi, essendo quest’ultima intesa come ritirata, non poteva essere discussa.

Nel Regolamento non vi è divieto alcuno alla possibilità che un’interpellanza possa essere riproposta in momento successivo ed il Presidente avrebbe dovuto dare comunicazione dell’esclusione al consigliere proponente, e per conoscenza a tutti i capigruppo consiliari, entro 10 giorni dalla data in cui l’atto è stato depositato. Tutto ciò non è stato fatto! E non è la prima volta; da settembre 2014 si osserva l’uso improprio, da parte della Presidenza del Consiglio Comunale, del potere di esclusione delle proposte dei consiglieri. Evidentemente l’art. 37 è considerata norma di poco conto, ma le scuse poste mesi fa, per la mancanza di formale comunicazione, benché allora accettate, non possono oggi più ritenersi valide. Oggi si richiede più rispetto delle prerogative dei consiglieri tutti, del diritto ad essere tempestivamente informati, come tassativamente disciplinato dallo Statuto del Consiglio Comunale.

Fatto personale

In Consiglio Comunale si dovrebbe discutere della cosa pubblica senza mai trascendere in epiteti coloriti o usare espressioni fuori luogo: purtroppo non è così.

Frasi come “eviti di salutarmi” (rivolta al consigliere Giuranna di Insieme per Cambiare nella seduta del 29 settembre 2014) sarebbe meglio non si sentissero mai in un’Aula consiliare. Altresì riteniamo che qualora un consigliere volesse intervenire per fatto personale, a lui debba esser data parola: è il Regolamento che lo dice, come abbiamo già ribadito nella seduta del 27 aprile u.s. quando il Consigliere del M5S Achille Cezza chiese di intervenire perché sentitosi attribuire comportamenti e fatti non corrispondenti al vero. Per non parlare dell’ultimo Consiglio Comunale, ove di fronte alla richiesta congiunta di tutta l’opposizione, affinché venisse applicato correttamente il Regolamento, in sede di comunicazioni iniziali, oltre ad una interpretazione del tutto soggettiva del Presidente, si è assistito ad una offesa personale di una consigliera. Siamo ad auspicare delle pubbliche scuse.

Gli Ordini del Giorno non discussi

Nella scorsa seduta del 16 giugno, essendo trascorsa abbondantemente l’ora dedicata a ordini del giorno e interrogazioni, il Presidente Torraca ha messo in coda, come da Regolamento, tre ordini del giorno presentati da Caputo, Giuranna e perfino dal Sindaco.

Dopo l’approvazione del verbale della seduta del 27 aprile e la trattazione di altre proposte di delibere consiliari (quali la variazione di bilancio) il presidente Torraca ha dichiarato chiusa la seduta alle ore 23:30, nonostante le lamentele da parte delle opposizioni.

Sarebbe stato corretto che il Presidente Torraca interpellasse, almeno, i Capigruppo e il Vice Presidente per decidere sull’ordine dei lavori e/o rinviare i tre OdG alla prossima seduta. Questo non è stato fatto: il Presidente ha chiuso la seduta senza dare giustificazione.

Riteniamo che questa sia l’ennesima mancanza di rispetto, non solo per le opposizioni ma per il consiglio tutto. La partecipazione non può essere solo uno slogan, bisogna che sia praticata coi fatti!

Chiediamo inoltre che funzioni in maniera più adeguata l’istituto dell’Ufficio di Presidenza, affinché vi sia una maggiore condivisione delle modalità operative al fine di organizzare meglio le attività e i lavori del Consiglio Comunale.

Gruppo consiliare PD Paderno Dugnano

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