Lo strano caso dell’OdG sulla COP21 “ucciso” a mezzanotte

COP21Dopo quasi tre settimane dall’ultimo Consiglio comunale non volevo trovarmi certamente a scrivere questo post che, premetto, peccherà un po’ di autoreferenzialità.

Quanto segue è dovuto dal fatto che ultimamente alcuni cittadini mi domandano – più o meno tutti i giorni dal 30 novembre ad oggi – se quanto si legge su giornali e blog corrisponda a realtà. Le domande sono più o meno le stesse: «è vero che avete respinto un Ordine del Giorno sui cambiamenti climatici?», «ma il tuo Partito non ha detto/fatto niente?».

Provo a precisare meglio, come ho già fatto con alcuni cittadini, quanto accaduto nella seduta consiliare del 30 novembre u.s., anche perché le due lettere magiche – PD – negli articoli pubblicati da alcuni blog padernesi, “stranamente” non compaiono (non c’è nulla di male, non ce l’ho con nessuno: i blog sono diari personali on-line ed essendo tali è normale un “briciolo di autoreferenzialità”).

Erano più o meno le 23.10 del 30 novembre 2015 quando il consigliere comunale di Insieme per Cambiare, Giovanni Giuranna, intervenne per illustrare l’Ordine del Giorno – d’ora in poi OdG – avente per oggetto COP 21: agire insieme contro i cambiamenti climatici.

L’OdG sembrava cadere a fagiolo, visto e considerato l’imminente Conferenza delle Parti degli Stati Membri della Convenzione Quadro sul Cambiamento Climatico – la “COP 21” – iniziata a Parigi proprio lo stesso giorno.

Paris-Climate-Change-Conference-2015-On-Energy

Gli impegni di questo OdG prevedevano:

  • il proseguimento nell’impegno per la tutela dell’ambiente e nel contrasto al consumo di suolo e alla cementificazione del territorio;
  • la piantumazione di mille alberi in tutte le aree disponibili del territorio comunale, con la partecipazione ed il concorso attivo dei cittadini;
  • dare risalto alla Giornata nazionale degli alberi (21 novembre) per sensibilizzare la cittadinanza alla cura e all’incremento del patrimonio arboreo.

In seguito prese parola il sottoscritto (sì, quel rompiscatole del PD che sta scrivendo questo articolo). Con l’intervento che potete vedere e sentire benissimo a questo link (andate al min. 26:26), rispondo automaticamente al quesito «ma il tuo Partito non ha detto/fatto niente?». (Altra breve parentesi: il Partito non è mio ma è di tutti i tesserati e simpatizzanti PD).

La posizione del PD era «convintamente favorevole», in quanto il senso dell’attenzione, da parte del PD a tutti i livelli, su questa materia è forte: a livello europeo i leader progressisti, con la federazione giovanile socialista europea, hanno sottoscritto una dichiarazione di 21 punti affinché alla Cop21 di Parigi si raggiunga un accordo vincolante e universale; in Parlamento dopo 20 anni è stata approvata la legge sui reati ambientali (non solo grazie all’on. Realacci del PD, ma anche agli on. Micillo del M5S e Pellegrino di SeL) e, recentemente è stata approvata una mozione – prima firmataria la responsabile nazionale ambiente PD, on. Chiara Braga – sulle iniziative di contrasto ai cambiamenti climatici.

E anche a Paderno Dugnano, alle Primarie delle Idee del 2014, una delle proposte era appunto piantare 4.000 alberi in più (proposta elaborata dall’ex segretario locale PD, Oscar Figus).

Dissi anche nel mio intervento che nel nostro piccolo dobbiamo cominciare a smontare l’idea fuorviante per cui la tutela dell’ambiente possa essere un freno allo sviluppo. Economia ed ecologia non sono parole antitetiche tra loro: hanno una radice comune, ôikos, che ci richiama appunto al concetto di «casa comune» ben espresso dal Santo Padre nella sua ultima enciclica Laudato si’ (enciclica citata da Giuranna nelle premesse dell’OdG).

Sugli impegni dell’OdG dichiarai, invece, che mi sarei aspettato qualcosa di più, ad esempio sulla mobilità sostenibile, oppure sull’economia circolare correlata ad un’implementazione della raccolta differenziata per tentare di arrivare a rifiuti Zero anche a Paderno Dugnano, anche se gli impegni messi in risalto da Giuranna sono un buon punto di partenza per raggiungere obiettivi ambientali comunali realmente determinanti.

Dopo di me, intervennero i consiglieri Ghioni (Paderno Dugnano Cresce) e Viviani (Lega Nord).

I due esponenti della maggioranza di centro-destra dissero sostanzialmente che piantare 1.000 alberi avrebbe gravato molto sul bilancio comunale, e si misero a “sparare” prezzi per le piante che manco alle aste milanesi di Sotheby’s a Palazzo Serbelloni (a questo proposito dalla regia mi segnalano di guardare il prezzo di listino del vivaio forestale di ERSAF – Ente regionale per i servizi all’agricoltura e alle foreste della Lombardia – che si trova a Curno, ridente località bergamasca bagnata dal fiume Brembo).

Altro motivo di contrarietà secondo gli esponenti di centro-destra: non è opportuno aggiungere anche la Festa dell’Albero perché nello stesso periodo c’è già la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Ci sono già troppe ricorrenze.

Sì, sì, avete letto bene, han detto così.

Quindi alla domanda «è vero che avete respinto un Ordine del Giorno sui cambiamenti climatici?» si può benissimo rispondere «l’hanno respinto altri, mica noi del PD».

Vedendo l’andazzo – quindi bocciatura dell’OdG – ho suggerito al buon Giuranna di cambiare invita con impegna, almeno per portare a casa qualcosa. Ma nulla da fare. La votazione, parafrasando un po’ il romanzo di Mark Haddon Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte, che inizia con il ritrovamento, da parte di Christopher (protagonista del racconto), del cane della signora Shears morto a mezzanotte e 7 minuti, (ovviamente in forma romanzata) è andata cosi:

Mezzanotte e 15 minuti. L’ordine del giorno sulla COP21 era disteso sul tappeto dell’aula consiliare del Comune di Paderno Dugnano di fronte ai banchi dei venti consiglieri presenti. Gli occhi erano chiusi (ovviamente non quelli dell’ODG ma quelli di alcuni consiglieri e dei pochi presenti tra il pubblico, vista l’ora). L’ODG era “morto”. Era stato trafitto con 14 voti contrari.

Ah, dimenticavo la chicca di questa storia: i due portavoce pentastellati, durante la discussione, ad un certo punto non sono stati più presenti in aula. Durante la votazione? M5S non pervenuto. Credo che se raccontassero loro questa vicenda potrebbero benissimo essere definiti “narratori eterodiegetici”.

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In ricordo di Maurice Münir Cerasi

cerasiMercoledì 14 ottobre, ci ha lasciato a 83 anni il prof. arch. Maurice Münir Cerasi, già Assessore all’Urbanistica ed Edilizia Privata di Paderno Dugnano dal 1975 al 1977 (Giunta Stefano Strada).

La notizia l’ho appresa domenica dall’amico e compagno Eugenio Marelli che siede con me, nello stesso gruppo, in Consiglio comunale.

Maurice Cerasi. La finestra di Bobbio e altri dipinti 2011-12, Museo dell'Abbazia di S. Colombano e Museo della Citta', Bobbio (PC)
Maurice Cerasi. La finestra di Bobbio e altri dipinti 2011-12, Museo dell’Abbazia di S. Colombano e Museo della Citta’, Bobbio (PC)

Per quanto riguarda Paderno Dugnano:
– nel 1976, quando era Assessore, l’ammistrazione comunale acquistò Villa Archinto-Gargantini (ex biblioteca) allora deteriorata e il terreno circostante edificabile;
– suo il recupero a Parco urbano della Cava Nord;
– edilizia economica popolare al Villaggio Ambrosiano e a Baraggiole (Calderara);
– fece alcune proposte per il rifacimento del Palazzo Comunale (non seguite);
– ricevette una segnalazione alla sezione italiana del Premio Gubbio 1993, concorso a cura dell’Associazione Nazionale Centri Storici, per una serie di interventi nel centro storico padernese che riguardavano la piazza in via Fante d’Italia e per via Gramsci.

Ho provato a cercare alcune informazioni su internet relative alla sua scomparsa ma ho trovato pochi ricordi, che riporto di seguito.

La pagina Facebook della rivista d’Architettura e Design “Abitare” lo ricorda così:

«È stato un grande maestro Maurice Cerasi. Uno dei pochi in grado di unire in sé la figura del progettista, dello studioso e del professore appassionato (nell’immagine, uno dei suoi schizzi di viaggio). Da oggi a molti di noi mancherà tantissimo. Ma per fortuna non andrà mai perso il suo prezioso contributo alla comprensione dei meccanismi della città, contenuto nei volumi dedicati alla civiltà urbana Ottomana (Maurice era nato a Istanbul nel 1932) e in un piccolo libro – “Lo spazio collettivo della città” – che già nel 1973, mentre tanti si occupavano di linguaggio, metteva in evidenza l’importanza generativa dello spazio aperto. Buon viaggio Maurice!».

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Il Parco Lago Nord (detto anche “Cava Nord”), è stato premiato a Strasburgo con l’ “European Restoration Award 1999/2000 dell’UEPG”, premio Comunità Europea per il “miglior recupero ambientale di una cava di sabbia e ghiaia”. Nel 2003 ha ricevuto il “Premio Piazza Mercanti” della Camera di Commercio di Milano nella sezione “Tutela Ambientale”.

“Collettivo” ben diverso da “pubblico”, aggiunge un altro commentatore, che fa intendere che Cerasi, quando progettava , ben sposava questo concetto (vedasi Parco Grugnotorto-Villoresi).

Un altro commento su Facebook cita: «I #maestri #silenziosi generano più vuoto di chi passa la vita a inseguire ciò che fa comodo o clamore. Cerasi è stato un esempio intellettuale di rara qualità, di accademico interessato alla cultura come forma di lettura e di rapporto con la realtà; mai al potere.
Le sue riflessioni sullo spazio e sulla città, per attualità e densità sono una grande eredità e uno spunto di riflessione di grande importanza».

cerasi_cava
Pianta di insieme del Parco della Cava Nord (ora Lago Nord): progetto di insieme del 2003 a cui ha collaborato anche il figlio di Maurice Cerasi, arch. Enrico Cerasi (Direzione Lavori). Da quella data è stata realizzata per la sola parte di modellazione del suolo.

Questo il ricordo sul sito dell’Ordine degli Architetti di Milano

«Maurice Cerasi aveva a cuore lo spazio collettivo.
Ha saputo mostrare con magistero nella pratica professionale, nell’insegnamento e nella scrittura come nel disegno del verde, dello spazio pubblico o degli edifici non servono strumenti specializzati o settoriali, ma serve saper usare gli strumenti dell’architettura per dare vita al significato civile della città.
Chi abita attraversandoli gli spazi da lui immaginati, chi ne ascolta il disegno, assume identità e per questo una responsabilità sulla terra, di cui Maurice sapeva rendere consapevoli i suoi interlocutori.
Militante e studioso, appartiene ai Giusti della storia preziosa e irripetibile delle idee del secolo breve che è necessario tramandare con limpidezza».

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Nous sommes tous parisiens. Nous sommes tous Charlie‬.

jesuischarlieUn mercoledì di più di duecento anni fa, esattamente il 26 agosto 1789, a Parigi fu emanata la Déclaration des Droits de l’Homme et du Citoyen“: un testo giuridico straordinario, contenente appunto un elenco di diritti fondamentali dell’individuo e del cittadino; un testo che ha ispirato molte delle Carte costituzionali di tutto il mondo.

Cito solo gli articoli 1 e 11.
Art.1: “Gli uomini nascono e vivono liberi ed uguali nei diritti. Le distinzioni sociali non possono essere fondate che sull’utilità comune”.
Art. 11: “La libera comunicazione dei pensieri e delle opinioni è uno dei diritti più preziosi dell’uomo. Ogni cittadino può dunque parlare, scrivere e pubblicare liberamente, salvo a rispondere dell’abuso di questa libertà nei casi determinati dalla legge.”

Oggi, 7 gennaio 2015, sembra che la Storia si sia “ribaltata”.
Sempre a Parigi, sempre di mercoledì, alcuni uomini armati hanno attaccato la redazione del settimanale satirico francese Charlie Hebdo, uccidendo 12 persone e ferendone 10.

L’attacco assassino e abominevole contro questo giornale satirico è un attacco alla Civiltà e alla Democrazia.

Massima solidarietà ai familiari delle vittime, ai giornalisti, ai disegnatori e ai poliziotti che proteggevano la libertà di espressione.

Oggi, nous sommes tous parisiens. Et nous sommes tous Charlie‬.

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