Rete comunale alimentare, di prossimità e di raccolta

imagesSi è svolto, ieri – 21 novembre 2013 – presso la sede del Consiglio di Quartiere di Palazzolo, l’incontro sul progetto “PRIMARIE DELLE IDEE“, organizzato da Gianni Rubagotti, cui hanno partecipato: l’Associazione “Centriamo il Futuro” che, tramite Davide Cattaneo ha parlato della proposta sulla partecipazione e sui Quartieri; Katia Scanavacca che ha proposto il Registro del Testamento Biologico; lo stesso Gianni Rubagotti che ha presentato la pratica della Tagesmütter (Mamma di giorno); Oscar Figus – Coordinatore PD Paderno Dugnano – che ha esposto il progetto “Almeno 4000 alberi” ed io.  Tutti gli interventi, ai quali ho espresso parere favorevole votando SÌ, sono stati secondo me molto interessanti. Alla fine della serata relatori e presenti, secondo quanto proposto da Gianni Rubagotti, hanno indicato la classifica delle priorità. Di seguito la traccia del mio intervento.

La crisi economica continua ancora oggi a colpire duramente le famiglie padernesi e, più in generale, le famiglie italiane e quelle di tutto il mondo. Chi perde il lavoro oggigiorno ha serie difficoltà nel ritrovarlo: una situazione che si ripercuote drammaticamente sulle famiglie e sui singoli, creando situazioni di fragilità diffuse e tensioni nel tessuto sociale.

Le parrocchie e le tante associazioni caritative padernesi tentano di far fronte alla crisi aiutando le famiglie bisognose, dalla costituzione del Fondo “Lo avete fatto a me” che ad oggi ha raccolto più di 120 mila euro, fino ad arrivare alla distribuzione dei viveri.

Chi governerà nel mandato 2014-2019 avrà l’onere di attuare scelte per contenere gli effetti di questa situazione di crisi e dovrà attrezzarsi per creare risposte utili, supportando le locali Onlus e giocando un ruolo coordinativo.

Una di queste risposte utili potrebbe essere la creazione di una “Rete comunale alimentare, di prossimità e di raccolta”. Passo alla mia proposta. Cosa intendo per “prossimità e di raccolta”?

Partiamo dalla parola “prossimità”.66972103

Il tema di Expo 2015 è “Feeding the Planet, Energy for Life – Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”, tema che obbliga i governi di tutte le città a ripensare anche un nuovo modello di filiera alimentare, vale a dire a costruire nuovi strumenti per favorire il ciclo che attraverso la distribuzione passa dai produttori ai consumatori.

Negli ultimi vent’anni la prossimità commerciale, ovvero la vicinanza reale tra venditore e acquirente, è venuta meno a causa di due fattori: sviluppo urbanistico e politiche immobiliari. Così facendo la GDO ha sottratto spazio al dettagliante.

Per avere qualità e varietà, per risparmiare, per comodità, per socializzare e per ritrovare quei negozi di vicinato che, purtroppo, stanno scomparendo tante persone frequentano il mercato: secondo i dati F.I.V.A. – Federazione Venditori Ambulanti e su Aree Pubbliche – sono 25,5 milioni gli italiani che vanno al mercato, di cui il 78% donne.

Prossimità non significa solo risparmio di tempo e di fatica nell’acquisto ma investe anche la domanda di salute come qualità della produzione alimentare: 3 italiani su 4 hanno cambiato le abitudini di consumo a favore di prodotti del territorio, cibi locali freschi, che non devono percorrere grandi distanze e subire lunghi tempi di trasporto prima di giungere in tavola, diminuendo i passaggi intermedi dai produttori al consumatore con un risparmio anche in termini di impatto ambientale.

Nasce così negli ultimi anni il concetto di Km 0, ovvero di prodotto a filiera corta, e il fenomeno dei mercati degli agricoltori in città, il cibo a Km 0 (vedi Coldiretti).

Il consumo di prodotti agricoli locali provenienti dai dintorni rappresenta tuttavia ancora un fenomeno elitario di nicchia, basato su un’elevata disponibilità di tempo e sulla necessità di ritirare le merci dal produttore. Oggi, infatti, l’unica l’alternativa all’acquisto diretto in loco è costituita dai quasi 2 milioni di italiani che attraverso i gruppi di acquisto organizzano la spesa collettiva e il ritiro delle merci ordinate.

Come far arrivare ai Padernesi beni di qualità alimentari prodotti nei dintorni della Città, ad un prezzo buono con un sistema facile di consegna?

I diversi produttori agricoli che operano nei comuni limitrofi il nostro e/o che fanno parte del distretto agricolo dell’Olona (comuni attorno al parco delle Groane) che attualmente vendono in loco i loro prodotti, concentreranno la distribuzione:

  • ad un nuovo mercato ortofrutticolo del nord Milano (quindi bisogna crearlo);
  • al Distretto di Economia Solidale delle Groane e del nord Milano (che tuttora è un’associazione informale di Gruppi di Acquisto Solidali (GAS), Cooperative Sociali e di Produttori che operano sul territorio nord-ovest Milano, attorno al Parco delle Groane e del Rhodense. Il DES è un progetto culturale ed economico che mira a costituire una rete locale di soggetti che praticano, diffondono, promuovono e salvaguardano il consumo critico e solidale nonchè l’economia locale).

PROSSIMITÀ DELLA DISTRIBUZIONE: Al Mercato Ortofrutticolo o al DES i bancarellisti, oltre ai prodotti per la vendita ordinaria, si riforniranno di quella quantità di prodotti locali – controllati e identificati da un bollino di qualità e di prezzo certificati- già preordinata e pagata in anticipo dai milanesi. Il controllo qualità sarà effettuato in collaborazione con ASL.

Attraverso un call center del mercato ortofrutticolo o del DES, e un portale dedicato (patrocinato dal Comune di Paderno Dugnano e dei Comuni aderenti) si raccoglieranno le ordinazioni: i bancarellisti avranno così una quota di venduto assicurato dal sistema, senza perdite di tempo, di soldi e di spostamenti.

PROSSIMITÀ COI CONSUMATORI: Tutti i padernesi – e non solo, anche i cittadini dei comuni del nord ovest e del nord milano – che avranno aderito alla “Rete interComunale Alimentare” (tramite un’iscrizione) potranno accedere, risparmiando, a prodotti di qualità, ritirando il proprio ordine direttamente sulle bancarelle dei mercati di Dugnano e Palazzolo aderenti al servizio. I cittadini che desiderano ricevere a casa i prodotti avranno a disposizione un sistema di home delivery organizzato dagli esercenti ambulanti e garantito dal Comune nei casi di necessità (anziani, disabili, malati).

488px-ArcimboldovertemnusDecliniamo la parola raccolta

Prima vorrei darvi alcuni dati per meglio inserirvi nel tema che affronterò.

Dal 1987 la Commissione Europea, nell’ambito della Politica Agricola Comune, finanzia la distribuzione di prodotti alimentari destinati alla popolazione indigente situata sui territori nazionali dei cosiddetti Stati Membri. In Italia sette Organizzazioni caritative, (Croce Rossa Italiana, Caritas Italiana, Fondazione Banco Alimentare, Banco delle Opere di Carità, Associazione “Sempre Insieme per la Pace”, Comunità di Sant’Egidio, Associazione Banco Alimentare Roma) sono formalmente riconosciute ed iscritte al relativo Albo istituito presso AGEA – Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura.

L’Organismo pagatore e Coordinatore AGEA, oltre ad occuparsi di agricoltura, tramite le 7 organizzazioni caritative interviene rispondendo all’obiettivo di ridurre il livello di insicurezza alimentare, perseguendo un alto livello di sostentamento e di coesione sociale.

Coloro che non possono permettersi un’alimentazione adeguata, soprattutto a fronte dell’attuale crisi economica, e che sono attualmente assistiti dalle 7 organizzazioni caritative, dal 2010 al gennaio 2013 sono aumentati del 47,2%: dai 2.763.379 del 2010 siamo passati ai 4.068.250, quindi un aumento di oltre un milione di persone sul territorio nazionale.

I bambini di età inferiore ai 5 anni e gli ultra 65enni sono i soggetti più a rischio: 428.587 (0-5 anni); 578.583 (over 65), secondo i dati forniti dall’AGEA. Quasi il 40% dei bambini 0-5 anni indigenti è concentrato in due sole Regioni: Campania e Sicilia. In Lombardia sono pari a 37.867. La tendenza di crescita del bisogno sicuramente aumenterà anche nel 2014.

Cosa è stato fatto a Paderno Dugnano fino ad ora:

  • distribuzione viveri famiglie bisognose e colletta alimentare;
  • osservatorio sullo spreco alimentare a Paderno Dugnano (gruppo Facebook creato da Gianni Rubagotti, che prese contatti anche con il presidente della delegazione padernese della Confcommercio, Pierino Favrin, sullo spreco alimentare del pane invenduto)
  • contributo liberale da parte dell’Amministrazione Comunale al Banco alimentare. A partire da giugno 2012 convenzione tra Comune e Banco Alimentare finalizzata a interventi di sostegno alle famiglie bisognose del territorio e alla promozione di una cultura della solidarietà attraverso il recupero e la ridistribuzione gratuita agli indigenti delle eccedenze alimentari.

La convenzione si protrarrà fino al 2013: e dopo?

Guardando il bilancio sociale del Banco Alimentare ho voluto vedere da dove arriva la maggior parte degli alimenti recuperati: AGEA (con gli aiuti alimentari UE); Consorzi Ortofrutticoli; Industrie Agroalimentari; GDO (Grande Distribuzione Organizzata); Ristorazione Organizzata; Centri Distribuzione Alimentare.

Poche sono le Pubbliche Amministrazioni, gli Enti Locali e i negozi di vicinato che fanno pervenire le merci invendute perfettamente conservate ma vicine alla scadenza.

Perché non coinvolgerli ampliando la suddetta iniziativa – o facendone una nuova/parallela – chiedendo loro di donare le merci invendute?

Basterebbe che l’Amministrazione Comunale, di concerto con le Associazioni di Categoria, acquistasse un furgoncino per ritirare la merce e donarla:

  • o direttamente alle famiglie bisognose del territorio;
  • o direttamente alla Rete del Banco Alimentare.

Arcimboldo-anteprima-400x598-255661CONCLUSIONI: ho fatto questa proposta, che a me sembra semplice ma in realtà è un po’ complessa, perché tra meno di due anni ci sarà EXPO 2015. Tema di Expo 2015 non è costruire opere faraoniche ma aprire le porte ai 132 paesi e alle 5 organizzazioni partecipanti (Fao, Comm. Europea, Onu, Cern, SMOM) per porre il tema della nutrizione al centro dell’attenzione internazionale.

Spero vi sia piaciuta la mia proposta. Grazie.

Video dell’Intervento – Rete comunale alimentare, di prossimità e raccolta

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#PadernoDugnano #Amministrative2014. Il “mio” PD che fa? (Episodio 3)

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Nell’Episodio 1 ho scritto le tre parole chiavela persona al centro; sostenibilità; sicurezza – sulle quali, secondo me, bisogna lavorare con i cittadini e con le associazioni e sui quali dovrebbero imperniarsi i forum tematici, sia fisici, sia su internet.

Credo e spero che le tre parole chiave possano essere largamente condivisibili; non è detto che dal dialogo con la Città ne emergano altre. Una volta condivise credo si possa iniziare il lavoro di “scoperta” della Città.

Bisogna dunque coinvolgere Paderno Dugnano in un cammino di lavoro partecipato (attraverso un clima collaborativo e aperto coi cittadini e con le associazioni), in un percorso di consultazione, che porti alla reciproca conoscenza e anche alle linee di redazione di un programma di priorità: sin da subito dobbiamo lavorare e costruire insieme un nuovo patto per il futuro di Paderno Dugnano.

Per coinvolgere più persone possibili credo che il percorso verso le amministrative 2014 non debba però partire dai Forum: i Forum dovrebbero essere la fase finale, il punto di arrivo di un lavoro partecipato, avviato e realizzato in precedenza.

Bisogna far vedere che in Città il PD c’è, che nel PD ci sono volti nuovi, che c’è uno stile innovativo e diverso di fare politica e per fare politica.

Quante volte abbiamo sentito la frase «il PD è un Partito Nuovo è non l’ennesimo nuovo Partito»: ebbene creiamolo, una volta per tutte.

Il progetto dovrebbe consistere in una consultazione su diversi temi della Città che sarebbero quelli classici di ogni programma raggruppati in quattro punti, che poi saranno gli stessi dei Forum Tematici:

  1. La persona e la qualità della vita (Welfare, Salute e Solidarietà; Servizi alla persona; Nuove generazioni; Servizi educativi e culturali; Sport e Tempo Libero; Integrazione e Convivenza Civile);
  2. La Città sostenibile (Energia pulita e Rifiuti Zero; Verde pubblico; Mobilità e Trasporti; Qualità abitativa e politiche per la casa; Città Metropolitana);
  3. Lo sviluppo economico (Lavoro; Risposte alla crisi; Industria-Commercio-Artigianato; Expo 2015; Semplificazione Amministrativa);
  4. Innovazione e Partecipazione (Amministrazione Digitale; Cittadinanza Attiva e Interattiva; Politiche di genere; Legalità e Trasparenza; Utilizzo delle Risorse).

Ovviamente i 4 punti non sono in ordine di importanza: saranno i cittadini e le associazioni che lo sceglieranno.

Affiancati ai 4 punti ci sarà la preparazione di questionari specifici e ben elaborati, con domande chiuse per facilitare l’elaborazione dei dati e tre/quattro domande aperte per raccogliere suggerimenti, istanze, lamentele e sopratutto proposte.

La consultazione in questo modo avrebbe due filoni con tempi di apertura e chiusura analoghi: il primo è quello da fare di persona da parte degli attivisti in luoghi pubblici – oratori, piazze, centri commerciali, scuole – con un questionario cartaceo e una urna per il ritiro; il secondo è quello informatico, sul web.

I questionari cartacei somministrati ai cittadini consentirebbero di contattare le persone e di parlare con tutti esponendosi e facendo vedere che il PD c’è, che non è un partito malato, che ha voglia di rialzarsi.

Il lavoro in mezzo alle persone dovrebbe avvenire in settembre/ottobre contestualmente al questionario informatico, ma il lavoro nel partito deve partire subito.

Tutta l’operazione dovrebbe avere un nome piacevole, del tipo “Scopriamo la Città che vogliamo”, “Costruiamo insieme il futuro della nostra Città”.

Il sottotitolo potrebbe essere “Il PD lavora con voi” o quello già esistente “Il PD ascolta la Città”, oppure tutti e due.

Infine arrivano i Forum.

A seconda degli argomenti affrontati dai questionari si faranno dei forum, dove si presenteranno i risultati e si discuterà in concreto con le persone che ci saranno perché attirate del lavoro fatto 😉

[Piccola considerazione: i forum tematici dovranno favorire un confronto continuo e un dialogo autonomo, ampio, libero, partecipato e aperto tra le associazioni, i blog, i semplici cittadini.
I forum devono essere dunque veri e non finti, non devono essere di “elite” e/o solo per gli “addetti ai lavori.Bisogna evitare che si verifichino episodi di dirigismo da parte dei responsabili/coordinatori di ciascun forum: guai se questi ultimi tenteranno di asservire coloro che parteciperanno con soluzioni già preconfezionate].

Auspico che da tutto questo nasca un nuovo patto con la Città e per la Città, un disegno di una Città che vuole un futuro diverso, un disegno di una Città fatta a misura di bambino.

Non avendo la verità in tasca questa è una mia semplice proposta. Se ci sono altre strade confrontiamoci, subito. Sì, subito, perché aspettare stanca.

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#PadernoDugnano #Amministrative2014. Il “mio” PD che fa? (Episodio 2)

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Nel post precedente avevo preannunciato di parlare dei forum tematici.
State tranquilli: ne parlerò nel prossimo episodio (Episodio 3).

Neanche a farlo apposta leggo oggi – 16 maggio 2013 – sul Blog La Scommessa, un post di due giorni fa scritto da un esponente del mio stesso Partito, l’amico e compagno Gianfranco Massetti, ex Sindaco della nostra Città. Anche lui dice che è ora di muoversi; anche lui parla dei forum tematici: mi fa piacere.

Due cose però mi rendono perplesso in tutto ciò che ha scritto Gianfranco:

  1. che la parola giovani non compaia;
  2. l’aprire il cantiere sul futuro di Paderno Dugnano nel 2020.
    Ma come nel 2020? Perché non pensare a lungo termine, al 2050? Diceva De Gasperi che «un politico guarda alle prossime elezioni. Uno statista guarda alla prossima generazione». (Forse punto troppo in alto pensando al 2050 e che anche a Paderno Dugnano servirebbero più statisti e meno politici?).

Su quest’ultimo punto credo serva un nuovo patto per il futuro di Paderno Dugnano.
Un nuovo patto, che sia in grado di coniugare – oltre le 3 parole chiave citate nell’Episodio 1 (la persona al centro; sostenibilità; sicurezza) – il sostegno alle eccellenze del territorio, l’innovazione, l’efficienza amministrativa e soprattutto la solidarietà.
Un nuovo patto, che sia in grado di mobilitare nuove persone, nuove energie e più di ogni altra cosa le nuove generazioni.

Papa Benedetto XVI disse che «Essere attenti al mondo giovanile,saperlo ascoltare e valorizzare, non è solamente unopportunità,ma un dovere primario di tutta lasocietà».

Mi chiedo perché nella società odierna non si voglia riconoscere socialmente i giovani, rendendoli protagonisti attivi e non passivi della cosa pubblica.

Offriamo luoghi, occasioni e linguaggi per promuovere i tanti talenti dei giovani.
Il futuro è dei giovani, di noi giovani, e ci appartiene: un domani sarà compito nostro servire, gestire e amministrare la nostra comunità padernese.

Ai miei coetanei, ai giovani, chiedo di non restare fermi alla finestra a guardare e a criticare, bensì di svolgere un ruolo attivo nelle scelte e nelle sfide future che dovremo affrontare. Anche a Paderno Dugnano.

Credo che solo così, insieme e non solo uno per uno, il futuro e il rinnovamento può iniziare. E solo così noi giovani ritorneremo a sentirci fieri e orgogliosi della nostra Città e del nostro Paese.

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